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Ottica Bonino

Smart working e smart learning | Alcuni consigli dell’Optometrista

L’emergenza sanitaria ci impone nuove modalità di lavoro e di studio.

I dispositivi elettronici diventano protagonisti. Questi strumenti preziosi che la tecnologia ci mette a disposizione ci permettono di lavorare o di apprendere, anche al di fuori del nostro ufficio o della nostra classe o aula universitaria.

È opportuno fare una premessa più generale. Nelle attività prolungate da vicino, sul libro, sul quaderno o a computer, il sistema visivo rischia un sovraffaticamento provocato dalla staticità dell’impegno di messa a fuoco e in convergenza. È quindi consigliabile un’interruzione dopo non più di 30/40 minuti, rilassando gli occhi guardando lontano, la parete opposta della stanza o, meglio ancora, fuori dalla finestra. Questa modalità evita che ci sia un progressivo irrigidimento della messa a fuoco e del sistema fusionale (il meccanismo che ci permette di mantenere gli occhi allineati sull’oggetto fissato), riduce lo sforzo provocato dalla staticità dell’impegno visivo e mantiene attivo il meccanismo di adattamento alle diverse distanze di impiego degli occhi.

L’affaticamento provocato da un impegno visivo prolungato da vicino può accentuarsi utilizzando un dispositivo elettronico, sia che si tratti di un computer, di un tablet o di uno smartphone. Gli schermi emanano luce, questa caratteristica può “disturbare” i nostri occhi, in particolare quando la loro luminosità è particolarmente elevata. Inoltre è accertato che l’utilizzo di schermi provoca una ridotta frequenza degli ammiccamenti (i battiti delle palpebre), esponendo la congiuntiva e la cornea ad una minore protezione per la conseguente evaporazione lacrimale, determinando secchezza, arrossamento e bruciore oculare.

Altri due aspetti da considerare sono l’illuminazione dell’ambiente e la posizione del monitor. Lo schermo deve essere inserito in un contesto mediamente illuminato, una stanza buia rende lo schermo abbagliante, le fonti di luce, inoltre, non devono interferire provocando fastidiosi riflessi. La posizione da evitare è davanti ad una finestra, la luce esterna potrebbe interferire creando un antagonismo disturbante, è quindi opportuno abbassare la tapparella e chiudere le tende. La nostra scrivania andrebbe orientata verso il centro della stanza e non contro una parete in modo che, alzando gli occhi, lo sguardo possa spaziare e non rimanere imprigionato in un ambito troppo ristretto.

È consigliabile fare delle pause, stacchiamoci dal computer, riposiamo gli occhi guardando lontano e, aspetto non secondario, alziamoci dalla sedia, passeggiamo per la stanza, eviteremo anche una prolungata staticità della postura.

Non è tempo perso, ma un modo per ricaricarci e funzionare meglio e più a lungo.

E non dimentichiamoci di abbassare la luminosità dello schermo se è eccessiva.

Buon lavoro!

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